Seguo da almeno un decennio i diversi progetti e le azioni di inserimento lavorativo (tirocini) per i detenuti del carcere di Forlì. Ed è stato emozionante esserci anche nel giorno del rinnovo degli accordi, che oggi vedono coinvolti 39 soggetti pubblici e privati. Un bel passo in avanti rispetto ai 5 da cui si era partiti.
Questi progetti non sono un’attività non obbligatoria, in molte carceri non si svolgono. E’ un’azione voluta dalla direttrice della Casa circondariale, Palma Mercurio, e da un tessuto sociale ed economico che mette al centro la persona.

La detenzione non può e non deve essere solo un periodo per scontare una pena; deve assicurare appropriati percorsi di recupero e reinserimento sociale. E il lavoro è la strada maestra.
Grazie alla straordinaria squadra del consorzio Techne, diretta da Lia Benvenuti sotto la presidenza di Sergio Lorenzi, per la preziosa attività di coordinamento e progettazione; grazie a tutte le imprese partner che offrono opportunità ai detenuti; grazie ai volontari che rendono grande questa terra.