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“Con la nuova legge regionale sul riordino si abbandona il policentrismo e si dà vita ad un sistema di Aree Vaste interprovinciali. Ci candidiamo ad essere pionieri a livello nazionale di un riassetto delle istituzioni locali e per questo ci aspettiamo sostegno dal Governo”. Lo ha detto Emma Petitti in un passaggio del suo intervento di venerdì sera durante l’incontro di #OpenCamera organizzato dal deputato Marco Di Maio. Al centro della discussione, con moltissime domande arrivate dalle oltre cento persone presenti, la complessa e delicata questione del riordino istituzionale che riguarda leggi nazionali, regionali e iniziative locali che si stanno attuando. A ‘provocare’ e moderare il dibattito il professor Luca Mazzara, docente dell’Università di Bologna ed esperto di queste materie.

“Dalla Riforma costituzionale a quella della Pubblica amministrazione che rivedrà la presenza dello Stato sul territorio, come ad esempio da Camere di Commercio, Prefetture e corpi di polizia, siamo di fronte ad un cambiamento senza precedenti – ha detto Marco Di Maio -. Non ci sono metri di paragoni col passato perchè è la prima volta che si compie un’opera di questo tipo ed è fisiologico commettere qualche errore o generare preoccupazioni o proteste;. Bisogna fare attenzione, correggere tutto ciò che è possibile, ma non possiamo permetterci nemmeno l’illusione che si possa lasciare tutto così com’è. Sono i fatti a dire che occorre cambiare modello, non per il semplice gusto di cambiare bensì per poter essere all’altezza dei bisogni del presente e del futuro”.

E allora tre sono i pilastri su cui lavorare a livello locale. “Bisogna insistere sulle Unioni per la gestione associata di molti servizi – ha aggiunto Marco Di Maio – e sulle fusioni dei Comuni, che sono fortemente incentivate sotto il profilo economico e sono, soprattutto, l’unica via per garantire la sostenibilità e la qualità dei servizi. Il terzo pilastro è quello della Romagna, che grazie alle riforme in corso ha la possibilità di dotarsi finalmente di un proprio ente capace di superare campanilismi ed egoismi territoriali”.

A questo proposito l’assessore regionale Petitti ha riconosciuto come “la Romagna sia un passo avanti rispetto a tutti gli altri territori e la legge regionale spinge fortemente in questa direzione, dando un ruolo alle Aree Vaste che sostituiranno le Province e avranno confini ben più grandi rispetto alle Province attuali”. A proposito delle intenzioni regionali, l’assessore Petitti ha chiarito anche due punti importanti circa le competenze oggi spettanti alle Province: “l’Agricoltura tornerà ad avere una gestione centralizzata a livello regionale, utile soprattutto per la gestione e il controllo dei fondi europei – ha detto -, ma non rinunceremo ai servizi di prossimità al territorio e dunque manterremo la presenza anche nelle signole comunità locali”. Stesso schema anche per le politiche attive del lavoro, con la previsione di “accorpare in un’Agenzia regionale per il lavoro ciò che veniva svolto dai Centri per l’impiego con le relative risorse umane, ovviamente mantenendo anche in questo caso una forte presenza sui territori”.

Il professore Luca Mazzara ha evidenziato come “quello delle fusioni tra Comuni sia un obiettivo che il territorio si deve dare, ma senza dimenticare che sono processi delicati, difficili, che toccano molte sensibilità. Le Unioni possono essere utili allo scopo, perchè consentono di testare prima la capacità dei territori di stare insieme. A livello nazionale sarebbe opportuno un intervento legislativo sulle Regioni, per ridurle di numero e superare anche lo status di ‘statuto speciale’ concesso in particolari condizioni storiche che oggi non ci sono più”.