Il Covid non si ferma al confine tra gli Stati; ma sembra che le autorità sammarinese pensino di godere di una immunità speciale. Che purtroppo, però, non hanno. Con l’Emilia-Romagna e le Marche che entrano in zona arancione, è tanto più incomprensibile che la Repubblica di San Marino continui a mantenere le proprie misure come se quasi non ci fossero più problemi di coronavirus, permettendo a bar, ristoranti e locali di restare aperti fino a mezzanotte.

Nessun governo nazionale, regionale o locale ha come sua massima aspirazione quella di imporre restrizioni a propri cittadini; ma di fronte a un pericolo per la salute pubblica, chi ha ruoli istituzionali ha il dovere di prendere decisioni anche impopolari.

Anche a San Marino, che non si trova su un’isola dispersa in mezzo a qualche oceano, ma è un’enclave inserita tra Romagna e Marche, due regioni che stanno pagando un prezzo altissimo in termini di vittime, danni economici e sociali.

Ignorare tutto questo mantenendo pressochè intatte molte delle proprie abitudini, è a dir poco irrispettoso ed eticamente assai discutibile.

Rispettiamo l’autonomia di ciascuno Stato, ma va rispettata anche la libertà di giudicare ciò che fanno altri. E almeno quando parliamo di tutela della salute pubblica, territori così strettamente legati dovrebbero allineare le proprie misure.

A poco vale la rassicurazione che le autorità sammarinesi riescano a controllare tutti i locali sul Titano: perchè il problema non è che le attività rispettino le regole. Il punto è che le persone non devono circolare, non devono aggregarsi e non devono rischiare di ammalarsi.

Poi certo, c’è anche uno schiaffo morale che viene dato alle analoghe imprese delle zone limitrofe: in Italia stanno compiendo enormi sacrifici, assieme ai loro collaboratori, in nome di una lotta al Covid alla quale non sembrano essere chiamati i propri concorrenti che lavorano sul Titano.

E’ giusto, alla luce della consolidata relazione di amicizia tra Italia e San Marino, delle ripetute richieste di aiuto, dell’attenzione che il nostro Paese garantisce al Titano? Per me no e chiediamo, se necessario anche con atti formali, al Governo italiano di agire.

Amici delle istituzioni di San Marino: lasciate da parte i calcoli politici, la popolarità o altre considerazioni. Quelle le farete dopo: adesso proteggiamo tutti la salute. La nostra e quella di chi ci sta attorno.