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A cura dell’ufficio stampa

“Tre anni fa non ci credeva più nessuno: “è una cattedrale nel deserto”, “non verrà nessuno”, “cresceranno solo erbacce”. Ieri, a tre anni di distanza, a Forlimpopoli a presentare il progetto di rilancio dello scalo merci ferroviario di Villa Selva, l’accordo quadro tra Rfi e la Lotras (la società di gestione dello scalo), l’investimento da oltre 5 milioni che porterà all’ampliamento della struttura e all’incremento dei treni”. Lo afferma il deputato Marco Di Maio, che venerdì 22 gennaio ha coordinato e organizzato assieme a Lotras il convegno di presentazione del progetto di sviluppo dello scalo merci ferroviario di Villa Selva, su cui fin dall’inizio del suo mandato si era impegnato per giungere ad una sua piena valorizzazione.

“Nessuna parola sarebbe sufficiente a raccontare l’immenso lavoro che c’è dietro a questo risultato – commenta -, frutto di un bel lavoro di squadra tra istituzioni, incluso il Governo nazionale; bisogna semplicemente dire grazie a chi ha continuato a crederci, a partire dall’imprenditore, Armando De Girolamo, che ha dato fiducia al nostro territorio, alle sue istituzioni e al suo tessuto produttivo. Ora bisogna lavorare non solo per coinvolgere le imprese locali, ma anche per provare ad attrarre nuovi investimenti essendo l’intera area in una posizione strategica vicina ai principali assi viari (tangenziale, A14, via Emilia, E45) e dotata di uno scalo merci funzionante e che si approssima ad essere notevolmente ampliato nelle sue capacità”.
Villa Selva diventa strategico non solo per Forlì, ma per l’intera area romagnola. “Questo progetto sarebbe stato irrealizzabile fino a un paio d’anni fa – aggiunge il deputato – e se non avessimo trovato altri interlocutori in Regione, a partire dal presidente Bonaccini e dall’assessore Donini, non saremmo mai arrivati a questo punto. Ora bisogna lavorare per costruire un sistema logistico integrato per tutta la Romagna, che tenga conto anche del porto di Ravenna, che siamo riusciti a mantenere autonomo rispetto allo scellerato progetto di fondere l’autorità portuale con Ancona, degli investimenti sugli assi viari, del necessario potenziamento del collegamento con Cesena e di un collegamento con Ravenna con non può rimanere affidato alla ‘Ravegnana’ così com’è oggi. La Ss67 deve tornare una priorità anche verso la Toscana”.