“Il progetto relativo alla cattura e allo stoccaggio di anidride carbonica che Eni ha in progetto di realizzare a Ravenna è tutt’altro che inutile ed, anzi, uno dei più innovativi al mondo. Basato su una tecnologia che molti paesi europei stanno adottando e che rientra perfettamente nelle linee di indirizzo europee. Esso rappresenta una opportunità per il Paese di compiere una svolta significa sul percorso della transizione ecologica, di una maggiore autonomia energetica e della salvaguardia di posti di lavoro esistenti”. Lo afferma il deputato romagnolo Marco Di Maio, a proposito delle posizioni espresse da alcuni esponenti politici contro il progetto ravennate. 

“Pensare che inutile un progetto che andrebbe ad agire su giacimenti esauriti e infrastrutture dismesse riqualificando un comparto industriale che significa lavoro per migliaia di famiglie – afferma – significa non avere presente la realtà delle cose. E sotto il profilo ambientale, significherebbe dare un grosso contributo alla decarbonizzazione del nostro sistema industriale, promuovendo una riconversione ecologica che tradursi in realtà ha bisogno di investimenti e di competenze”. 

Questo investimento, prosegue il parlamentare romagnolo, “andrebbe ad utilizzare infrastrutture già esistenti, senza occupare nuove superfici, riqualificando e rilanciando un distretto industriale di cruciale importanza per l’economia del territorio e per quella del Paese. Non si considera poi, che l’investimento a cui sta lavorando Eni produrrebbe un notevole incremento di posti di lavoro: già oggi Eni da soli assicura lavoro a 1450 persone circa come dipendenti diretti e ad altri 2300 attraverso l’indotto generato direttamente. Senza contare il resto dell’indotto”. 

“Siamo favorevoli a tutte le azioni che producono innovazione nel campo della sostenibilità – conclude – ma non ad approcci di integralismo ambientale che no salvaguardano l’ambiente, penalizzano l’economia e ci fanno perdere opportunità. Ci auguriamo che queste posizioni ispirate dal principio assurdo della “decrescita felice” non trovino cittadinanza nella futura coalizione di governo della città. In ballo c’è il futuro di Ravenna, non il destino di una parte politica”.