E’ un’apertura senza precedenti quella che è emersa da Atene, dove ho partecipato domenica e lunedì scorsi al summit delle commissioni economiche dei parlamenti europei (organizzato dalla presidenza di turno dell’Unione, in mano proprio alla Grecia). Riguarda la possibilità di modificare la famigerata “direttiva servizi” della UE meglio nota come “Bolkestein”.

Una normativa che ha avuto un fortissimo impatto mediatico e non solo sulla Romagna, perchè include nei propri settori di intervento anche i “servizi ai consumatori, quali i servizi nel settore del turismo, compresi i servizi ricreativi, i centri sportivi, i parchi di divertimento”. Dunque anche le aziende turistico-balneari di cui, come si sa, l’Italia è piena e di cui la Romagna vanta una particolare concentrazione.

La direttiva prevede che le concessioni sul demanio marittimo non potranno più essere rinnovate automaticamente, non valendo più il diritto di insistenza, ma anzi dovranno essere oggetto di un bando con procedura di evidenza pubblica alla scadenza temporale di ogni concessione. Un principio che di per sè andrebbe bene; se non che le coste italiane non sono neppure equiparabili a quelle del resto d’Europa. Dalle nostre parti, infatti, si è sviluppato un vero e proprio distretto economico, che occupa centinaia di migliaia di persone, che genera un indotto grazie ai milioni di turisti che ogni anno arrivano in Italia (buona parte in Romagna).

Cosa abbiamo ottenuto ad Atene? Parlando con il Commissionario agli Affari Marittimi Maria Damanaki (greca, molto brava e ancor più disponibile al confronto) e illustrandole la situazione italiana, lei si è detta informata dei problemi che la direttiva rischia di provocare sul nostro Paese e ha manifestato la volontà della Commissione Europea di intervenire per tentare modificare la norma. Un’apertura nata alla luce della questione che, come delegazione italiana, le abbiamo posto facendo presente che non tutte le coste d’Europa sono uguali. Damanaki ha ammesso che quella direttiva è troppo stringente e servirebbe una normativa più flessibile, in grado di assecondare le esigenze dei singoli Stati.

A fronte di questa apertura, per l’Italia si apre un’autostrada in vista dell’avvio del semestre italiano di presidenza dell’Unione Europea: infatti con la guida italiana sarà possibile per il nostro Governo far valere il proprio peso politico e istituzionale per arrivare ad una modifica della ‘direttiva servizi’ e dare finalmente respiro alle nostre imprese balneari (comparto indispensabile per la nostra economia). Ovviamente saremo in prima linea per difendere questa istanza, di vitale importanza per la Romagna e per il nostro Paese.

Marco