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PrimoPiano

Violenza sulle donne, una piaga sociale sempre più rilevante

Con la giovane uccisa in un parco nei giorni scorsi a Reggio Emilia, salgono a 108 i femminicidi commessi da inizio anno in Italia. Secondo l’ultimo report del Viminale, infatti, le donne vittime di omicidio fino al 14 novembre sono state 103, alle quali pero’ si aggiungono altre 5 vittime nell’ultima settimana. Dei 108 femminicidi commessi fino ad oggi, la gran parte (92) sono stati commessi in ambito familiare. In 63 casi, poi, gli omicidi sono stati commessi da partner o ex partner.

 Analizzando gli omicidi di genere del 2021, rispetto allo stesso periodo del 2020, si nota un leggero aumento, di circa l’8%. Il fenomeno della violenza di genere e’ ormai da tempo un’emergenza sociale. Nel 2020 le chiamate al 1522, il numero di pubblica utilita’ contro la violenza e lo stalking, sono aumentate del 79,5% rispetto al 2019, sia per telefono, sia via chat (+71%). Con un boom da fine marzo, in corrispondenza del lockdown scattato per la pandemia. 

Guardando piu’ indietro, il 2018 si e’ chiuso con 141 donne vittime di omicidio volontario, e il 2019 con 111, l’88,3% delle quali uccise da una persona conosciuta: quasi meta’ dal partner, l’11,7%, da un uomo con cui erano state in passato, il 22,5% da un familiare (inclusi i figli e i genitori) e il 4,5% da un conoscente, un amico o un collega.

Oltre alle azioni già messe in atto a livello normativo, serve il protagonismo degli uomini nel promuovere quel necessario cambiamento culturale che è la principale strada su cui dobbiamo lavorare. E la prima forma di cambiamento è l’esempio che ciascuno di noi può dare ai propri figli, alle persone che ci stanno vicino, alle giovani generazioni.

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Economia e Finanza Welfare

Legge di bilancio 2017, contro la violenza di genere e per le pari opportunità

La sintesi degli interventi sulla base del testo approvato alla Camera. La legge è ora all’esame del Senato che potrebbe apportare modifiche

Congedo per le lavoratrici autonome vittime di violenza di genere
Le lavoratrici autonome vittime di violenza di genere avranno riconosciuto il diritto all’astensione dal lavoro nella misura massima di tre mesi con diritto a percepire una indennità giornaliera dell’80 per cento del salario minimo.

Piano Nazionale “Donne, Pace, Sicurezza”
Autorizzata la spesa di 1.000.000 di euro per il 2017 e di 500.000 euro per ciascuna annualità 2018 e 2019 per la predisposizione e l’attuazione del terzo Piano di azione nazionale su “Donne Pace e Sicurezza” da adottare in attuazione della risoluzione 1325 (2000) del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite e delle successive risoluzioni in materia. Tali risorse sono destinate anche alle azioni di promozione, valutazione e monitoraggio del Piano medesimo.

Donne vittime della violenza
Finanziamento di 5 mln di euro all’anno, nel triennio 2017-2019, del Fondo per le pari opportunità, da destinare alle attività di sostegno e potenziamento dell’assistenza alle donne vittime di violenza e dei loro figli, attraverso il rafforzamento della rete dei servizi territoriali e dei centri antiviolenza e delle case rifugio previsto dal Piano d’azione straordinario contro la violenza sessuale e di genere.

Grazie all’approvazione di un emendamento in commissione del PD. è’ prevista una disciplina di maggior favore per l’indennizzo dei figli della vittima di omicidio commesso dal coniuge (o dall’ex coniuge) nonché da persona che ad essa è stata 1legata da relazione affettiva.

Vittime di reati violenti
Le risorse derivanti dalle sanzioni pecuniarie civili sono destinate fondo per l’indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti (anziché alla cassa delle ammende).

Misure anti-tratta
Si aumentano le risorse del Fondo per le misure anti-tratta di 5 milioni di euro per l’anno 2017. Il Fondo è istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed è finalizzato all’indennizzo delle vittime della tratta di esseri umani. Il fondo è attualmente alimentato dalle risorse previste dall’art. 18 del TU immigrazione, nonché dai proventi della confisca ordinata in caso di condanna per associazione a delinquere finalizzata al traffico di esseri umani.

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dichiarazioni Welfare

Festa della donna: non solo ritualità, ma azioni concrete per una vera parità di genere

A cura dell’ufficio stampa

“La festa della donna è una ricorrenza che merita di non scadere nella retorica fine a se stessa: per questo oltre a celebrare questa festa, occorrono anche azioni concrete per far sì che quella parità di diritti e opportunità giustamente reclamata e declamata nei convegni, diventi tangibile e realizzabile. Rimane ancora molta strada da fare, ma molto si è fatto anche negli ultimi tempi”. Lo afferma il deputato Marco Di Maio, che nella ricorrenza dell’8 marzo, ricordando i provvedimenti di cui il parlamento si è fatto promotore negli ultimi tre anni a proposito di parità di genere.

Cosa abbiamo fatto in questa legislatura per la parità di genere

“Abbiamo agito su molti versanti – spiega il giovane deputato – a partire da quello relativo al contrasto alla violenza. In questa direzione vanno l’approvazione della Convenzione di Istanbul, il decreto contro il femminicidio, i congedi per le vittime di violenza, il codice rosa nei pronto soccorso, i finanziamenti a specifici programmi di contrasto e prevenzione”.
Un altro fronte di impegno è stato quello legato alla maternità, sul fronte delle tutele e delle incentivazioni. “Abbiamo eliminato l’odioso istituto delle dimissioni in bianco – ricorda ancora Marco Di Maio – previsto l’estensione dell’indennità di maternità e dei congedi di maternità e paternità; introdotto il bonus bebè, i voucher per le baby sitter, misure per il welfare aziendale, lo stop alle penalizzazioni pensionistiche”.
“Si sono introdotte legge che promuovono una maggiore parità di rappresentanza tra donne e uomini nelle istituzioni – fa notare ancora Marco Di Maio – come gli obblighi di rappresentanza nella nuova legge elettorale, nelle future leggi regionali, l’introduzione del principio della parità in Costituzione con la riforma costituzionale che sarà sottoposta a referendum nel prossimo autunno”.
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dichiarazioni Politica

Obbligo di equilibrio di genere nelle giunte di tutti i Comuni

“Promuovere la parità di genere, la partecipazione femminile alla politica e nelle istituzioni è un dovere: per farlo, però, non bastano le quote. Bisogna crederci e costruire la parità prima di tutto di opportunità, creare le condizioni affinché donne e uomini possano essere allo stesso modo ai blocchi di partenza e poi giocarsi le proprie opportunità attraverso le capacità di cui si dispone”. Così il deputato forlivese Marco Di Maio alla Conferenza regionale delle donne Pd, svoltasi sabato mattina a Forlì.
“Forlì è una città che ha fatto molto per favorire la presenza femminile nelle istituzioni e nella politica – ha detto il giovane parlamentare – prima che la parità di rappresentanza fosse un ‘trend’ nazionale. Tanto che abbiamo la possibilità di lanciare oggi da Forlì, una proposta a tutti i Comuni che vanno al voto e a tutti i candidati: fare ciò che ha fatto Forlì, modificando lo statuto dei Comuni per assicurare che il genere meno rappresentato debba comunque essere presente in giunta per almeno il 40% dei componenti delle giunte comunali. La proposta che facciamo è che questa modifica di statuto avvenga in tutti i Comuni che vanno al voto e che ancora non l’hanno fatto”.
E poi un’altra sfida: “C’è una battaglia di cambiamento culturale da combattere – ha aggiunto Marco Di Maio – che riguarda anche come leggiamo la nostra storia e il nostro passato; ad esempio sentiamo sempre parlare di padri costituenti, padri fondatori… Spesso dimenticando o lasciando in disparte il contributo dato dalle donne alla Liberazione e all’evoluzione della nostra civiltà”. Come Iris Versari, martire della Resistenza, ricordata dal giornalista del ‘Corriere della Sera’, Aldo Cazzullo, durante il concerto del Primo maggio.

“Questo Governo e questo parlamento – ha aggiunto Marco Di Maio – stanno facendo molto per favorire un maggior protagonismo femminile; sempre più provvedimenti contengono politiche e azioni per promuovere la conciliazione dei tempi di vita con quelli dell’ìmpegno lavorativo e sociale. E poi, è il primo governo della storia italiana ad essere composto per metà da donne, per la prima volta ai vertici delle più grandi aziende di Stato sono state nominate delle donne e nelle settimane scorse abbiamo approvato la legge che contrasta la pratica vergognosa delle ‘dimissioni in bianco’ che metteva sotto ricatto molte donne, soprattutto giovani. Dobbiamo insistere su questa strada, senza timori”.

A cura dell’ufficio stampa