Giovedì 30 aprile ho partecipato alla riunione del “tavolo” della Provincia di Forlì-Cesena con organizzazioni economiche, sindacali, ordini professionali, consiglieri regionali, parlamentari e altro. Mi ha fatto piacere ricevere la convocazione del presidente Gabriele Fratto (è la prima volta che mi capita da quando è scoppiata la pandemia con un ente locale chiami a raccolta tutti, senza distinzioni di partito). Al di là di quel che deve fare il livello nazionale, ho voluto focalizzare l’attenzione SOLO su ciò che si può fare a livello locale senza aspettare le decisioni dall’alto.

Queste le proposte che ho messo sul tavolo:
– documento unitario di tutti i rappresentanti del territorio a Regione e Governo per chiedere protocolli chiari sulle modalità di riapertura delle attività e la possibilità di far aprire prima i negozi e pubblici esercizi che sono in grado di farlo rispettando TUTTE le norme di sicurezza;

– sfruttare le eccellenze di rango internazionale che sono insediate sul territorio come Unibo e Irst – che già stanno lavorando a sperimentazioni importantissime dal punto di vista sanitario su test sierologici e farmaci – per applicare le loro competenze alle misure di sicurezza nelle aziende;

– mettere in campo un piano locale di rilancio dell’economia puntando sugli investimenti usando le leve che i Comuni hanno a disposizioni: Hera, Romagna Acque, Consorzio di Bonifica e tutti gli enti ad alto potenziale di investimento;

– estendere le buone pratiche: come ha fatto il Comune di Bagno di Romagna, applicare in tutta la provincia la suddivisione di tutti i lavori pubblici in lotti da al massimo 150mila euro con lavori da far svolgere a rotazione alle imprese e ai professionisti iscritti in appositi (e distinti) albi per favorire chi vive e lavora qui;

– piano straordinario di investimenti per i lavori di ristrutturazione e manutenzione delle scuole, sfruttandone la chiusura fino a settembre;

– riorganizzare la rete dei servizi educativi comunali per far fronte alle esigenze dei nostri figli e nipoti, oltre che ai propormi pratici delle famiglie i cui genitori torneranno presto al lavoro ma nessuno potrà occuparsi dei figli durante la loro assenza;

– azione sulle banche presenti sul territorio per velocizzare, per quanto di loro competenza, le pratiche di concessione dei finanziamenti per rispondere al bisogno di liquidità;

– attivare ogni azione necessaria per contrastare le infiltrazioni della malavita organizzata, che di fronte alla crisi di molte aziende e famiglie potrebbe avere maggior facilità di radicamento sul territorio;

– sostenere tutta la rete del Terzo settore, fatto di volontariato e privato sociale, che si trova in grandissima pressione e difficoltà pur essendo fondamentale per affiancare (e spesso sostituire) i comuni nella erogazione di servizi.

Spero che si possa lavorare concretamente su queste proposte che, senza pretesa di mettere bandierine di partito, ho avanzato ad amministratori, rappresentanti di aziende, sindacati, ordini professionali, enti, consiglieri regionali e parlamentari. Di tutti gli schieramenti.

Sicuramente ce ne sono altre e ce ne sono di migliori: se è così, bene! È importante che ciascuno faccia la propria parte, senza propaganda inutile.