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“Quella del Terzo settore è una delle riforme chiave per il rilancio della crescita nel nostro Paese. Lo è perchè riguarda un comparto che dà lavoro a quasi un milione di persone, in cui sono attive circa 300mila organizzazioni e nel quale gravitano quasi 5 milioni di volontari. Rappresenta oltre il 4% del Pil. numeri che sono sufficienti non solo a rappresentare l’importanza, ma anche la necessità di fare presto nell’approvazione della riforma e nella sua successiva attuazione. Voglio sperare che al Senato, almeno su un tema come questo, prevalga l’interesse generale piuttosto che il calcolo delle convenienze politiche”. Lo ha detto il deputato Marco Di Maio intervenendo giovedì sera alla Fiera di Forlì durante l’incontro sulla riforma del Terzo Settore organizzato da Assiprov e a cui ha collaborato attivamente portando in città il sottosegretario alle politiche sociali, Luigi Bobba.

“La rete del volontariato e dell’economia sociale nel territorio Forlì-Cesena è una eccellenza non a parole, ma nei fatti – ha detto Marco Di Maio – un motivo di vanto e di orgoglio per chi rappresenta questo territorio; ma anche una realtà che ha molto da poter dire e suggerire su questa riforma. Ecco perchè ad ogni passaggio parlamentare abbiamo voluto coinvolgere preventivamente il nostro mondo della solidarietà”.

La necessità di fare presto è legata anche alla rilevanza dei provvedimenti contenuti nella legge delega. “Con questa riforma si prevedono fonti di finanziamento certe – spiega il deputato romagnolo -, si chiarificano alcune norme, si introducono forme di incentivazione fiscale, si semplifica il quadro di leggi e leggine che sono proliferate negli ultimi anni aumentando la burocrazia e non riducendo il rischio che si manifestassero anche comportamenti inopportuni o addirittura illegali. La logica è quella di passare da un sistema sorretto da una logica assistenzialista, ad un modello partecipativo, in cui le comunità diventano protagoniste”.

Un’altra grande novità sarà, una volta approvata la riforma, quella del Servizio civile universale. “Sarà il modo attraverso cui molti giovani potranno compiere un’esperienza prima di tutto di vita e poi anche lavorativa – aggiunge Marco Di Maio -. Una forma attraverso cui lo Stato invita le giovani generazioni a servire la patria con abiti civili”.