Abbiamo approvato martedì 18 marzo alla Camera un importante decreto che riguarda la proroga gli automatismi stipendiali del personale della scuola. Con il voto di Montecitorio il testo è divenuto definitivamente legge. Un testo che risponde alla polemica che nacque nei primi giorni del 2014 dopo la decisione assunta tra Natale e Capodanno dal Ministero dell’Economia di chiedere la restituzione degli scatti stipendiali relativi al 2013 con la conseguenza da una busta paga più leggera di 150 euro da gennaio per tutti i docenti.

Di seguito una sintesi dei contenuti del provvedimento
STOP BLOCCO POSIZIONI ECONOMICHE ATA Introdotta al Senato, la norma prevede l’avvio di una specifica sessione negoziale per il riconoscimento di un emolumento una tantum, “avente carattere stipendiale, a favore del personale amministrativo, tecnico e ausiliario che ha beneficiato, negli anni scolastici 2011-2014, delle posizioni economiche (retribuzioni aggiuntive per mansioni extra; Ndr) di cui alla sequenza contrattuale del 25 luglio 2008”. Inoltre, per il personale Ata, non oltre il 30 giugno 2014, “non si provvede al recupero delle somme già corrisposte negli anni scolastici indicati in relazione all’attribuzione delle posizioni” di anzianità. I 38,87 milioni di euro, per la copertura finanziaria, saranno recuperati con un prelievo sul Fondo per l’arricchimento e l’ampliamento dell’offerta formativa e per gli interventi perequativi.

STOP RETROCESSIONE STIPENDI SE SCATTI OTTENUTI NEL 2013 Stop ai provvedimenti di retrocessione a una classe stipendiale inferiore per il personale della scuola “che ne abbia acquistata una superiore nell’anno 2013, in virtù dell’anzianità economica attribuita nel medesimo anno”. Con il comma 2 dell’articolo 1 del decreto viene inoltre accantonata la somma di 120 milioni di euro utilizzando i risparmi derivanti dalle politiche Tremonti-Gelmini, presenti nel Fondo Miur per l’incremento delle risorse contrattuali del personale della scuola. Il resto delle risorse, 250 milioni di euro, saranno individuati nel Fondo per il miglioramento dell’offerta formativa, da negoziare nella sessione di giugno.

NO A RESTITUZIONE 150 EURO STIPENDI SCUOLA Nessuna restituzione degli scatti stipendiali degli insegnanti già percepiti nel 2013 con una trattenuta di 150 euro mensili. La norma era stata annunciata a dicembre dall’ex ministra dell’Istruzione Maria Chiara Carrozza e dall’ex presidente del Consiglio Enrico Letta. “Non sono adottati – si legge nell’articolo 1 – i provvedimenti di recupero dei pagamenti già effettuati del 1° gennaio 2013 in esecuzione di un’acquisizione di una nuova classe stipendiale”. Quindi i 90mila insegnanti che hanno percepito lo scatto automatico dello stipendio, previsto dal contratto di lavoro in base agli anni di anzianità, non dovranno restituire 150 euro lordi al mese a partire da gennaio 2014.

PER IL 2014 NO BLOCCO STIPENDI PERSONALE SCUOLA “Per il personale della scuola non trova applicazione per l’anno 2014, nell’ambito degli stanziamenti di bilancio relativi alle competenze stipendiali” il blocco degli ‘scatti’ dello stipendio. È quanto prevede il comma 4 dell’articolo 1 del decreto. Il testo stabilisce che per il 2014 “non trova applicazione” il blocco previsto dalla Manovrina correttiva del 2010 (dl 78, misure urgenti in materia di stabilizzazione finanziaria), che stabilisce – al comma 1 dell’articolo 9 – che il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti pubblici (compresi quelli della scuola) “non può superare, in ogni caso, il trattamento ordinariamente spettante per l’anno 2010, al netto degli effetti derivanti da eventi straordinari della dinamica retributiva, incluse le variazioni dipendenti da eventuali arretrati”. Infine, “il ministro dell’Economia – si legge nell’ultima parte del dl – è autorizzato ad apportare con propri decreti le occorrenti variazioni di bilancio”.