Intervenire al più presto per garantire la continuità degli approvvigionamenti alimentari e contenere i pezzi dei beni di largo consumo. E’ la sintesi dell’interrogazione a risposta urgente presentato al ministro dell’agricoltura Stefano Patuanelli dal deputato romagnolo Marco Di Maio. Assieme ai colleghi del gruppo di Italia Viva, l’atto parlamentare chiede al ministro  “come intenda intervenire per garantire la continuità della filiera agricola, della pesca e della trasformazione agroalimentare, e contenere conseguentemente ripercussioni su prezzi e disponibilità al consumo, con misure di carattere nazionale e iniziative a livello comunitario, con particolare riferimento alla PAC e alle regole sugli aiuti di Stato”. L’interrogazione troverà risposta domani, mercoledì, dalle 15 in aula a Montecitorio.

In una condizione in cui “oltre il 45% del fabbisogno italiano di mais e il 23% di frumento tenero provengono da Ungheria e Ucraina, e la sola Ucraina fornisce il 48% di olio di girasole, non si può non porsi il problema e capire quali soluzioni possono essere adottate”, afferma il parlamentare. “Il settore attualmente più colpito risulta quello della alimentazione animale, ma le ripercussioni sono ormai trasversali ai comparti; il governo è intervenuto a sostegno della continuità economica e produttiva delle imprese cosiddette “energivore””, aggiunge. 
Il comparto agricolo, della pesca e della trasformazione agroalimentare sta affrontando una grave crisi, determinata dal combinato disposto di varie situazioni emergenziali che ne stanno minando la sostenibilità economica e sociale, e in prospettiva la capacità di soddisfare la domanda interna.
“Agli eventi atmosferici avversi e alle emergenze sanitarie che hanno colpito nei mesi scorsi il settore avicolo e suinicolo – scrive Marco Di Maio assieme alla collega Maria Chiara Gadda, capogruppo in commissione agricoltura e agli atri deputati firmatari dell’atto -, si uniscono gli effetti diretti e indiretti della pandemia da covid-19, del conflitto in Ucraina e il conseguente blocco logistico delle merci provenienti dall’area ex-sovietica e di parte del Medio Oriente”. 
“Questa situazione impatta su costi di produzione e trasporti, sulla disponibilità di materie prime, mezzi tecnici, mangimi, fertilizzanti, sementi e imballaggi – afferma -; la filiera agricola e agroalimentare è strategica per la competitività del nostro sistema economico e per l’approvvigionamento alimentare della popolazione”. 
“L’aumento dei costi della filiera agricola si ripercuote inevitabilmente sui prezzi al consumo, con incrementi anche del 30 per cento in un contesto di già elevata inflazione – concludono i parlamentari -; occorrono misure urgenti e straordinarie, a livello nazionale e comunitario, volte a sostenere la sopravvivenza stessa delle imprese agricole e garantire la diversificazione presso ulteriori mercati di approvvigionamento con particolare riferimento a cereali, fertilizzanti, e mangimi; risulta contestualmente urgente intervenire con una strategia di lungo termine, al fine di raggiungere maggiore autonomia energetica e nelle filiere agroalimentari di sussistenza”.