22 anni fa fa l’Euro muoveva i suoi primi passi in undici Paesi dell’Unione europea. Il contante è entrato in circolazione soltanto il 1° gennaio 2002, quando ha sostituito le banconote e le monete denominate nelle valute nazionali (franco belga, marco tedesco, lira italiana…) a un tasso di conversione fisso.

Una grande conquista, che nonostante difficoltà e crisi, ha protetto milioni di cittadini e imprese da rischi e conseguenze ben peggiori.

Oggi l’Euro è la moneta di 19 paesi e 340 milioni di europei, è utilizzata da 175 milioni di persone fuori dalla zona euro; è la seconda valuta internazionale più importante, e la seconda valuta più usata al mondo: sono circa 60 gli stati che la utilizzano o legano la propria valuta alla nostra moneta.

Oggi l’Euro è una realtà da cui tornare indietro sarebbe folle, demenziale, pericoloso. C’e bisogno, semmai, di rafforzare l’integrazione europea e non di disgregarla.

Se la pandemia ha avuto un pregio, è stato proprio quello di dimostrare come l’Europa sia l’unica dimensione entro la quale possiamo inserire il nostro destino. Ricordiamocelo anche quando l’emergenza sarà, finalmente, superata.