Ho partecipato con grande entusiasmo al lancio del “Web Economy Forum”, progetto di dimensione romagnola (sostenuto da Camere di Commercio di Forli-Cesena, Rimini e Ravenna e dal Gruppo Sole 24 ore, nonchè umilmente anche dal sottoscritto) con lo scopo di tradurre in opportunità reali le potenzialità della Rete per lo sviluppo locale. L’idea, che unisce idealmente 114 mila imprese delle tre province di Forlì-Cesena, Ravenna e Rimini durerà dieci mesi e sarà importante non solo perché aiuterà le imprese manifatturiere a collaborare tra loro ma avrà l’obiettivo di rilanciare in maniera coordinata l’economia dell’area vasta di Romagna, sfruttando le immense potenzialità della Rete.

Le piccole e medie imprese italiane che hanno utilizzato il web hanno avuto risultati migliori intermini di opportunità , nuove relazioni e innovazione. Numerose ricerche dimostrano che le aziende su internet fatturano, assumono ed esportano di più di quelle che non vantano questa presenza. Internet serve a potenziare l’export e ad assumere nuovi dipendenti, specialmente giovani e specializzati.
La web economy richiede delle specializzazioni che non tutte le imprese hanno, specialmente quelle di piccole dimensioni. Offrire l’opportunità di confrontarsi e aumentare il grado di collaborazione interna in un’ottica di area vasta, significa risparmiare, ma anche avvalersi di strutture, percorsi e figure professionali che un’ impresa singola non potrebbe permettersi.

C’è molto da lavorare su questo punto a livello nazionale, dove il Governo Letta sta riprendendo in mano il tema dell’agenda digitale. Tuttavia la questione di una agenda digitale romagnola è da assumere come una priorità per costruire un modello di sviluppo basato sull’innovazione e sulla qualità dell’occupazione.